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24 · TM Settembre 2014 L’opinione/il commercialista I l Ministero dell’Economia e delle fi- nanze ha emanato il 2 luglio 2014 il decreto sulla c.d. ‘Exit tax’. Tale prov- vedimento ha dato attuazione all’art. 166, comma 2-quater del Dpr 917/1986 (di se- guito ‘Tuir’), ai sensi del quale le imprese che trasferiscono la residenza fiscale dal- l’Italia all’estero possono richiedere, in al- ternativa alla tassazione immediata delle plusvalenze, la sospensione della riscos- sione dell’imposta dovuta sino al momento del realizzo dei beni nello Stato di desti- nazione, ovvero la rateizzazione del debito di imposta per un massimo di 6 rate an- nuali. I suddetti benefici competono solo se l’impresa italiana trasferisce la propria residenza fiscale in uno Stato dell’Unione europea o dello Spazio economico euro- peo che garantisca lo scambio di informa- zioni con l’Italia e che abbia stipulato con l’Italia un accordo per la reciproca assi- stenza in materia di riscossione dei crediti tributari in linea con la Direttiva 2010/24/Ue. Il decreto prevede che la plu- svalenza deve essere determinata in base al valore normale dei componenti del com- plesso aziendale (non confluiti in una sta- bile organizzazione italiana), incluso il va- lore ‘normale’ dell’avviamento. Per quanto riguarda la sospensione, viene individuato il momento in cui si verifica il presupposto per la riscossione delle imposte da parte dello Stato italiano: • per i beni e i diritti ammortizzabili, in- clusi quelli immateriali e l’avviamento, negli esercizi di maturazione delle quote di ammortamento fiscali, indipenden- temente dall’imputazione a conto eco- nomico; • per gli strumenti finanziari diversi dalle partecipazioni, il maggior valore è sud- diviso in quote costanti in base al periodo di durata residua dei medesimi; • per le partecipazioni, negli esercizi di distribuzione delle riserve (di utili o di capitale); • in ogni caso, negli esercizi in cui i beni si considerano realizzati ai sensi del Tuir, ovvero il decorso di 10 anni dall’ultimo periodo di imposta di residenza in Italia. La sospensione dell’Exit tax non può co- munque riguardare: • i maggiori e i minori valori dei beni- merce; • i fondi in sospensione di imposta; • gli altri componenti positivi e negativi, che concorrono a formare il reddito dell’ultimo periodo di residenza in Italia, compresi quelli relativi ad esercizi pre- cedenti, la cui deduzione o tassazione sia stata rinviata in conformità alle di- sposizioni del Tuir (es. spese di manu- tenzione eccedenti il 5%, quote di plu- svalenze rateizzate, ecc). Le disposizioni si applicano ai trasferimenti di residenza effettuati nel periodo d’im- posta che inizia successivamente a quello della sua entrata in vigore e, quindi, ai tra- sferimenti effettuati dal 2015 in avanti (è stata prevista anche un’apposita disciplina transitoria per le operazioni già effettuate in vigenza della precedente normativa). L’opzione per la sospensione (fino al ve- rificarsi dell’evento realizzativo e comun- que fino a un massimo di dieci anni) o ra- teizzazione (in sei rate annuali di pari im- porto) dell’imposta, si esercita attraverso una comunicazione da presentare all’uf- ficio territorialmente competente, insieme alla documentazione prevista, entro il ter- mine per il versamento del saldo delle im- poste sui redditi relative all’ultimo periodo di imposta di residenza in Italia. Ai fini del monitoraggio, il contribuente che ab- bia esercitato l’opzione per la sospensione è tenuto, per i periodi d’imposta successivi a quello di opzione, alla presentazione in Italia della dichiarazione dei redditi an- nuale, limitatamente ai quadri relativi al- l’indicazione della plusvalenza comples- siva, con l’importo della plusvalenza ancora sospesa e dell’ammontare dell’imposta do- vuta. L’opzione per la rateizzazione elimina gli obblighi di monitoraggio e comporta il pagamento della prima rata entro il ter- mine di versamento del saldo delle imposte sui redditi relative all’ultimo periodo d’im- posta di residenza in Italia, mentre le altre rate vanno versate negli anni successivi, unitamente ai relativi interessi, entro il medesimo termine. Il provvedimento ha previsto una serie di casistiche per cui vi è l’obbligo di presentare apposite garanzie. Per la sospensione, la garanzia è dovuta per un periodo non inferiore a tre anni e va rinnovata, per ulteriori tre anni, nel caso in cui al termine del periodo di validità risultino ancora importi dovuti, mentre per la rateazione, la garanzia è dovuta per un periodo pari a quello di rateazione in- crementato di un anno. Il decreto ha infine previsto una serie d’ipotesi di decadenza dalla sospensione o dalla rateizzazione con il conseguente obbligo di versamento del- l’imposta residua: • operazioni straordinarie che compor- tano il trasferimento dell’azienda a sog- getti residenti in Stati diversi da quelli in precedenza indicati (es. Stati c.d. ‘black list’, ecc.); • apertura di procedura di insolvenza, di liquidazione o di estinzione; • mancata presentazione della garanzia o mancato rinnovo della stessa; • mancata presentazione della dichiara- zione dei redditi (solo nell’ipotesi di op- zione per la sospensione); • mancato pagamento di una rata, o di una quota degli importi dovuti (salvo le ipotesi di ravvedimento previste dall’or- dinamento). In caso di decadenza, l’importo sospeso, o rateizzato ancora dovuto, maggiorato degli eventuali interessi, viene iscritto a ruolo e, se è stata presentata garanzia, l’A- genzia delle entrate procede alla riscos- sione coattiva della stessa. Massimo Zamboni, partner di Anaford Lugano. L’Exit Tax Che cosa prevede il decreto, emanato a inizio luglio, riguardante il trasferimento della residenza fiscale delle imprese dall’Italia all’estero. 00 _ op_zamboni.qxp_Opinione 02.09.14 11:45 Pagina 24