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specializzate che non possono essere ese- guiti nell’ambito del Neurocentro, e che continuano ad essere eseguiti solo nei centri di medicina universitaria. A livello europeo e internazionale, inve- ce c’è ancora da fare, nei prossimi anni, per far conoscere e affermare il Neuro- centro, «e questo obiettivo rientra nelle nostre priorità», commenta il direttore Kaelin, che aggiunge: «alcuni reparti han- no già una buona reputazione interna- zionale: è il caso, per esempio, del nostro ‘Centro del sonno’. Altri dipartimenti del Neurocentro devono invece ancora svi- luppare la ricerca e le collaborazioni inter- nazionali o hanno appena cominciato a farlo». Restando in tema di elementi impor- tanti, non si può non considerare la ricer- ca. «La ricerca conta molto ed è una delle motivazioni che hanno rafforzato la volontà di creare il Neurocentro. Se vogliamo essere leader nelle cure è neces- sario anche una ricerca profilata a livello internazionale. Al tempo stesso è, per me, una grande motivazione personale», sot- tolinea Kaelin. «Vogliamo essere un polo di eccellenza, non soltanto a livello locale; per realizzare questo risultato ambizioso ma non certo impossibile, non si può pre- scindere da una sinergia tra servizio alla popolazione e ricerca. La nostra situazione è comparabile a quella delI’Istituto Onco- logico della Svizzera Italiana e del Car- diocentro. Dall’altro lato, non si possono sottostimare le difficoltà: è impossibile, per un medico impegnato tutto il giorno con i pazienti, dedicarsi alla ricerca nei ritagli di tempo. Per essere alla punta della ricerca mondiale, occorre avere un centro di eccellenza, che attiri fondi e ricercatori talentuosi che si occupino in maniera esclusiva di ricerca. Solo a tali condizioni potremmo realisticamente ambire ad esse- re competitivi a livello internazionale. Ed è proprio questa la mia missione per i prossimi anni», conclude Alain Kaelin. Vero è, tuttavia, che per quanto con- cerne la ricerca clinica, ci sono campi nei quali si è già raggiunto un livello di punta internazionale: così è per tutto quanto attiene al sonno o alla sclerosi multipla. «Per la ricerca di base, siamo invece ancora all’inizio», osserva il direttore del Nsi. La neurologia è un ambito di grande attualità. Negli ultimi venti anni si è assi- stito ad una vera e propria esplosione delle neuroscienze. Oggi si possono trattare patologie come l’ictus e la sclerosi multipla che, fino a qualche anno fa, permettevano al medico solo di prenderne atto, senza avere in mano strumenti terapeutici validi. «Per quanto riguarda il ‘neuroimaging’», spiega Alessandro Cianfoni, «si è passati dallo studio della morfologia del cervello allo studio delle sue funzioni; mentre sul fronte dell’interventistica, in particolare per il caso di ictus, oggi è possibile la cura in acuto, con la possibilità di riaprire diret- tamente l’arteria occlusa». «È un momento appassionante», aggiunge Kaelin: «ci sono state grandi scoperte e ci sono progetti ambiziosi (per citarne uno tra tanti: Human Brain Project) ma non si risparmiano, d’altro canto, le critiche (il ‘neuro-scetticismo’ è un fenomeno che coinvolge varie forze) verso l’atteggiamento di chi e di quanto voglia spiegare tutto l’essere umano sol- tanto basandosi sul cervello. Ci sono state anche delusioni (per esempio nel tratta- mento della paraplegia). È molto impor- tante continuare lo sforzo e penso che i medici abbiano un ruolo fondamentale da giocare per il raggiungimento di tali obiettivi. In Ticino, il Nsi vuole essere il centro di eccellenza in questo ambito», conclude Alain Kaelin. Simona Manzione 00 medici.qxp_Digital 03.09.14 15:05 Pagina 119
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