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CODEX PALVOGRAPHICVS  HELVEMV SVBALPINN,  RIPRODUZIONE E TRASCRIZIONE DIPLOMATICA  DELLE CARTE ANTERIORI ALL'ANNO •MC•  RELATIVE ALLA STORIA DELLE TERRE  COSTITUENTI LA SVIZZERA ITALIANA  A CURA DI  LUCIANO MORONI STAMPA  1-B  IN LUGANO PRESSO LA LIBRERIA ANTIQUARIA DI BENIAMINO BURSTEIN  i 9 5 8  

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DI QUESTA EDIZIONE SONO STATI IMPRESSI DIJECENTOVENTI  ESEMPLARI PROGRESSIVAMENTE NUMERATI, STAMPATI NELLO  STABILIMENTO D'ARTI GRAFICHE DALLE NOGARE E ARMETTI  IN MILANO, SU CARTA BAMBAGINA APPOSITAMF,NTE FAB- BRICATA NELLE CARTIERE FAVINI DI ROSSANO VENETO.  ESEMPLARE  COPYRIGHT BY B. BURSTEIN • LUGANO  PRINTED IN ITALY  

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CODEX PALIEOGRAPHICVS  HELVETIIE SVBALPIN1E  

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OPERA PUBBLICATA CON L'AIUTO DELLA  FONDAZIONE DELL'ESPOSIZIONE SVIZZERA  ZURIGO 1939 PER L'ARTE E LA RICERCA  SCIENTIFICA E CON L'APPOGGIO DELLA  FONDAZIONE PRO HELVETIA  e  

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REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO  OPERA PER LE FONTI DELLA STORIA PATRIA  Questo CODICE PALEOGRAFICO DELLA SVIZZERA ITALIANA, dovuto al fervore di un com- petente di storiografia medioevale, il paleografo Luciano Moroni Stampa, e alla benemerita collabora- zione del signor Beniamino Burstein, libraio in Lugano, raggiunge, vivamente atteso, il pubblico dei  lettori ticinesi e quello degli studiosi e degli specialisti di paleografia e diplomatica.  L'OPERA PER LE FONTI DELLA STORIA PATRIA,  sorta quando il CODICE era già in corso  di studio, mentre lo raccomanda con vivo plauso, gli affida pubblicamente l'attestazione del suo patronato,  ravvisandovi quegli stessi intenti che assistono rOPERA,e per i quali è sorta, la raccolta cioè criticamente  vagliata delle fonti della storia ticinese, qui consegnata a una silloge degli atti privati dalVVIII secolo  al XII che, con le sue cinquantaquattro chartae, rappresenta il fondo documentario più antico e che nella  sua interezza, grazie alla scrupolosa perizia dell'editore, si presenta in un'edizione diplomaticamente critica  e tecnicamente moderna.  Da quelle chartae, in un latino disadorno ma non inefficace, talvolta rozzo ma singolarmente vivo e  quasi a momenti parlato, l'alto medioevo ticinese, ancora così remoto per fiochezza di voci, è rischiarato a  tratti da intensi sprazzi di luce; da mostrar i nostri paesi, con l'umile gente che vi fatica, vivi e balzanti  sotto la penna del notaio, come improvvise schiarite su un paesaggio affondato nell'oscurità, che col  loro alone di luce stemperano l'ombra in larga penombra dove si annunciano forme di un mondo che  si intravvede reale.  Lugano, novembre 1957.  L'OPERA PER LE FONTI DELLA STORIA PATRIA